La chiesa della Madonna delle Grazie sorge ai piedi del Colle Cappuccino, a poca distanza dal centro urbano di Penne. Chiusa al culto da diversi decenni, è stata abbandonata a sé stessa tra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso. Ciò che rimane dell’edificio religioso è ormai da considerarsi un rudere: il tetto è completamente crollato, alberi ed arbusti sono cresciuti all’interno dell’unica navata, gli stucchi settecenteschi e le pitture murali, che rappresentano l’apparato decorativo, appaiono deteriorati dagli agenti atmosferici. La chiesa, oltre ad essere citata da Antonio Ludovico Antinori nella sua Corografia e negli Annali tra le altre chiese dislocate fuori dall’abitato, risulta anche menzionata negli atti notarili del XVII e XVIII sec.. Dagli atti dello Stato Civile si apprende che la chiesa, tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX sec., fungeva anche come luogo di sepoltura. Dedicata alla Madonna delle Grazie ne custodiva la statua, una conocchia settecentesca di buona fattura, che era venerata dai fedeli ed usata per la processione del 2 luglio, giorno appunto di questa particolare festività mariana, che si è svolta fino ai primi anni ’60 del secolo scorso. Da quando la chiesa è stata chiusa al culto la statua della Vergine è custodita presso la chiesa di Santa Croce.

Uno studio appropriato sulle pitture e sulle decorazioni plastiche, prima che la struttura crolli definitivamente, potrebbe fornire elementi utili per tentare di attribuirne la paternità.

Galleria fotografica dei ruderi della Chiesa della Madonna delle Grazie a Penne è stata realizzata da Lorenzo Di Nicola nel dicembre 2011.