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di Italia Nostra

La fondazione della primitiva chiesa di Santa Maria in Piano risale ad un’epoca antecedente al 1168, quando fu distrutta da un violento incendio.

L’edificio originario fu verosimilmente realizzato durante il dominio longobardo, dunque prima del 962, quando apparteneva alla monastero di Montecassino.

La chiesa, che divenne successivamente di pertinenza dell’abbazia benedettina di San Bartolomeo a Carpineto Nora, fu completamente ricostruita nel 1280, per essere poi profondamente rimaneggiata nella seconda metà del XVI secolo; nel 1558 infatti, a seguito delle miracolo della Vergine, che dalla proprio simulacro versò lacrime di sangue, l’abate Giovan Battista Umbriani da Capua la fece restaurare.

La fabbrica tardo-duecentesca fu realizzata in linea con le tendenze architettoniche cistercensi giunte dalla Borgogna, che le maestranze abruzzesi seppero tuttavia miscelare sapientemente alle novità provenienti dalla corte federiciana ed al lessico costruttivo locale (come anche nelle coeve chiese abruzzesi di Santa Maria ad Cryptas a Fossa, di Santo Spirito d’Ocre e nell’oratorio di San Pellegrino a Bominaco).

La chiesa è impostata su una pianta rettangolare a navata unica, divisa in cinque campate mediante grandi archi ogivali, i cui piedritti ricadono su semicolonne emergenti dai numeri perimetrali; gli arconi tuttavia, anziché reggere la consueta copertura a volta, come negli esempi sopracitati ispirati a modelli gotici, sostengono un tetto a vista.

L’interno mostra ampie superfici rivestite di finissimo cotto, come le ghiere degli archi e gli elementi di sostegno; di mattoni è rivestito anche l’esterno, le cui pareti lisce sono ritmate dalle sottili lesene in corrispondenza degli arconi interni, con apporti di sagomature rinascimentali intorno alla portale minore di destra.

Nella seconda metà del XV secolo si procedette alla costruzione del campanile, probabilmente ad opera di maestranze lombarde, sul prolungamento di un antico torrione che già esisteva accanto alla chiesa.

La torre fu ornata di terrecotte invetriate, in grado di creare un suggestivo effetto cromatico; di recente sono state sostituite da maioliche moderne prodotte dalla vicina, celeberrima, fabbrica di Castelli.

Alla metà del secolo successivo risale, in fine, un intervento di restauro piuttosto massiccio, nell’ambito del quale fu eretto il portico (scandito da quattro campate coperte da volte a crociera, cui corrispondono altrettante aperture ad arco) e fu sfondata la parete di fondo per aggiungere il coro, di forma ottagonale.

Uno degli aspetti salienti della chiesa di Santa Maria in Piano é rappresentato tuttavia dal suggestivo ciclo di affreschi; la chiesa stessa, caratterizzata da scelte architettoniche essenziali, sembra essere stata predisposta fin dall’inizio a lasciare largo spazio alla realizzazione dell’apparato pittorico.

I dipinti, realizzati verosimilmente nell’arco del XIV secolo e nella prima metà del secolo successivo, sono incentrate su tre episodi principali: il Giudizio Universalele storie della Vergine e di Cristo le storie di San Tommaso, oltre a vari altri affreschi votivi, distribuiti sulle pareti dell’aula.

Fra tutti spicca il bellissimo Giudizio delle anime, raffigurato su tre registri nella controfacciata ai primi del XV secolo.

Nonostante alcune durezze ed ingenuità, specialmente nei volti dai lineamenti piuttosto marcati e nella resa dei panneggi, nel grande affresco si raggiungono momenti molto coinvolgenti, sia dal punto di vista cromatico, che per quanto concerne le originali scelte iconografiche.

La galleria fotografica è stata realizzata da Giuseppe Orsini nel settembre 2009.